Duned

Regali di Natale? Compriamoli sul metaverso

 

 

Il settore della moda e del lusso ci ha fornito quest’anno l’occasione per parlare di temi come il potenziamento del valore del brand e della sua relazione col cliente in un mondo sempre più phygital, dove i canali di contatto si moltiplicano. Compito dell’azienda, grazie ai dati, è capire che cosa il cliente chiede e rendere la sua conversazione online-offline col brand fluida e rilevante. L’industria del fashion, sotto la spinta del Covid-19 e di un mutato atteggiamento del consumatore, ha rinnovato il suo Customer Relationship Management (CRM), introdotto innovazioni come le sfilate online e il live streaming shopping, e cercato di rendere omogenei i punti di contatto per un’esperienza omnichannel che mantiene una forte componente emozionale. Analisi dei dati, realtà virtuale e aumentata, blockchain e metaverso sono le tecnologie con cui offrire al cliente più mezzi e piattaforme di incontro col brand.

Il metaverso è stata una delle soluzioni più esplorate quest’anno: non è ancora nella fase di maturità ma presenta potenzialità interessanti per il fashion e il lusso. Nella realtà parallela si possono creare vetrine di prodotti, cataloghi infiniti di abiti e accessori che i clienti possono provare stando seduti al computer con un visore per la realtà aumentata. Il metaverso è anche la piattaforma ideale per lanciare collezioni espresse in NFT (Non-fungible token), trasposizioni nel mondo virtuale di beni su cui investire. Lo ha fatto di recente il marchio italiano della moda Pinko, che ha inaugurato la sua strategia nel metaverso creando le Meta Love Bags, una collezione della sua borsa iconica in formato NFT. A questi acquisti di borse metafisiche (che si pagano in criptovaluta Ether) si legano vantaggi reali per i clienti, come sconti e accesso a eventi, nonché l’ingresso esclusivo alla community Pinko nel metaverso che sarà lanciata nel 2023.

 

Embedded analytics: Self-BI sui dati

 

 

Qualunque siano la missione e gli obiettivi di un’azienda, la strategia vincente poggia sulla conoscenza e, quindi, sui dati. I big data analizzati con tecniche avanzate di intelligenza artificiale forniscono alle imprese la bussola per indirizzare le decisioni. Raccogliere e gestire i dati dei consumatori, dei clienti, dei partner o degli utenti finali e estrarne insight è essenziale in ogni settore per costruire supply chain resistenti e sostenibili, sviluppare prodotti e servizi in linea con la domanda e nei tempi richiesti dal mercato, implementare nuove attività in una logica di innovazione continua e reagire agli imprevisti in modo proattivo. Per questo nelle tecnologie per la data-driven company abbiamo dato spazio centrale alla Business Intelligence e agli Embedded Analytics.

L’implementazione degli Embedded Analytics è un percorso che DuneD inizia mappando i requisiti relativi ai dati aziendali di ciascun dipartimento e l’origine di queste informazioni. Si prosegue con la creazione di un Data Lake, fondamentale per gestire grandi quantità di dati non strutturati e semi-strutturati. A questo punto si comincia a elaborare un sistema di reporting di Business intelligence (BI) avanzato, come quello di Amazon QuickSight, capace di raccogliere dati da più fonti e di fornire dashboard di facile comprensione. Gli Embedded Analytics, infatti, possono considerarsi come la capacità di analytics portata direttamente sul dispositivo dell’utente finale, che sia un manager della C-Suite o un tecnico dell’IT. Incorporando nelle applicazioni aziendali la Business Intelligence e rendendola “self-service” (Self-BI), gli Embedded Analytics permettono agli utenti di condurre autonomamente le ricerche e fare domande tramite interfacce note, scrivendo o usando il linguaggio naturale (NLP), e creando i propri report, cruscotti e visualizzazioni.

Lo scopo dell’implementazione della Self-BI è quello di fare arrivare più velocemente e più facilmente agli utenti aziendali i dati di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno e in una forma che li renda significativi.

 

Le “nostre” iWeek: così cambia l’Energy Management

 

 

Se il metaverso è il futuro, la realtà del mondo del Fashion & Luxury è già phygital, perché coniuga elementi digitali accanto a un’evoluzione dei canali fisici.

Le aziende della moda e del lusso vivono del negozio – la boutique – e dell’esperienza che il cliente ottiene nell’incontro con il brand. Dopo i lockdown imposti dalla pandemia le persone hanno voglia di uscire, entrare negli store, vedere e toccare i prodotti in prima persona e confrontarsi con i consulenti di vendita in uno spazio reale. Dall’altro lato, però, le innovazioni tecnologiche e un cliente sempre più digitale implicano per i marchi del lusso un’attenzione costante alle evoluzioni di mercato.

Smart working, smart grid, smart mobility, smart factory, smart city: smart è l’aggettivo che oggi individua l’innovazione basata sulla connettività Internet e gli analytics. Fare intelligence sui dati e rendere intelligenti le infrastrutture e le strategie è così essenziale da aver portato Dune e V&A – Vento & Associati a unirsi nella joint venture iWeek. iWeek è una piattaforma di incontro e scambio di conoscenze che si propone di supportare le aziende per affrontare il cambiamento valorizzando la conoscenza attraverso i dati.

L’energia e l’Energy Management sono dei temi chiave per iWeek. In evidenza c’è il ruolo della Internet of Things (IoT) nel percorso verso la sostenibilità: gli oggetti connessi – o meglio, i dati che raccolgono – aiutano a gestire i consumi (di elettricità e gas ma anche di acqua e altre risorse preziose) e a ridurre i costi e l’impatto ambientale, dando alle imprese maggiore resilienza e competitività. L’IoT e l’Energy Management si intrecciano ancora una volta con l’attività di intelligence sui dati, tanto da arrivare a creare una evoluta AIoT, Artificial Intelligence of Things. I dati analizzati permettono infatti la modellizzazione dei consumi per tarare al meglio gli interventi, e gli algoritmi di Artificial Intelligence (AI) e Machine Learning (ML) allineano costantemente l’azione all’esigenza reale imparando dall’esperienza, adattandosi flessibilmente e attivando correzioni real time. Così siamo noi a gestire il cambiamento e non viceversa.

Un caso d’uso è il lavoro che come DuneD abbiamo svolto con una società italiana del Facility & Energy Management per sviluppare algoritmi predittivi e impiegare la tecnologia IoT. Basandoci sul servizio AWS “IoT Core”, abbiamo attivato la ricezione di messaggi IoT per l’Energy Management da qualsiasi dispositivo predisposto permettendo di visualizzare in mappa geografica dove sono dislocati i dispositivi sul territorio, monitorare l’ambiente in cui è installato il dispositivo, misurare il consumo di energia e stimare in ottica predittiva le opportunità di risparmio energetico di un ambiente, analizzare i dati raccolti, tracciare il successo dell’efficientamento energetico e generare miglioramenti continui.

 

Il cloud è il primo abilitatore della trasformazione digitale

 

 

Le tecnologie cloud hanno fatto da motore della trasformazione digitale nel 2022 e continueranno a svolgere questo ruolo ancora negli anni a venire. Il grande vantaggio del cloud è costituito dalla sua intrinseca natura: è un’architettura IT nuova, modulare, flessibile, “a richiesta”, scalabile. Da queste caratteristiche derivano le soluzioni che il cloud abilita, tra cui l’analisi dei dati. Quest’anno AWS ha aperto la sua prima Cloud Region italiana a Milano, che porta con sé un investimento fino a 2 miliardi di euro entro il 2029 nel nostro Paese da parte di AWS”.

Ma come usare bene il cloud? Mark Schwartz, Enterprise Strategist at Amazon Web Service, e Nurani Parasuraman, part of the Customer Solutions team in AWS, hanno fornito in un blog post una piccola guida basata sulla misurazione dei benefici del cloud in azienda tramite dei KPI diversi da quelli usati per i sistemi legacy. Tra questi i sono le metriche legate alle prestazioni di business e non solo tecnologiche: l’attenzione deve passare dai processi ai risultati. Ad esempio, misurare l’impatto sul business (transazioni con clienti fallite o impatto sui ricavi di guasti o ore perse dai dipendenti) dell’indisponibilità del sistema è più importante che misurare solo le ore di uptime o downtime.

Quanto alla modernizzazione delle metriche legacy, gli autori portano l’esempio dell’obiettivo di “zero storage growth rate” per contenere i costi: è centrale in un ambiente on-premise, ma sul cloud si paga in base a quello che si usa. Nel modello legacy la stabilità del sistema viene tipicamente misurata reattivamente, ma nel cloud questo meccanismo è invertito: con gli strumenti avanzati di monitoraggio e strumentazione del cloud l’attenzione si sposta su quanti incidenti sono stati “prevenuti in modo proattivo”.

Un’altra raccomandazione è quella di sfruttare le funzionalità cloud per automatizzare la raccolta dei dati e creare report. Il monitoraggio dell’adozione del cloud richiede un approccio basato sui dati ed è importante scegliere un cloud fornito di strumenti, automazioni e dashboard che raccolgono i dati sulle prestazioni e permettono di misurarle.

 

Applicazioni modernizzate, così le imprese sono customer-centric

 

 

Il cloud aiuta le aziende a diventare data-driven anche permettendo di modernizzare la loro infrastruttura IT e le applicazioni con nuovi approcci architetturali quali il Function As a Service, i microservizi e il modello serverless. È un viaggio a più tappe lungo la strada della virtualizzazione dell’IT che ha un unico obiettivo: liberare il più possibile le imprese dai compiti e dai costi legati all’hardware e, in parte del software, per concentrarsi sui servizi.

I servizi sono il cuore delle nuove aziende customer-centric, flessibili e resilienti, capaci di reagire rapidamente e attivamente ai cambiamenti. Il fornitore del servizio cloud pubblico si occupa della parte legata a infrastruttura, piattaforme e software; le imprese sviluppano in modo semplificato, perché automatizzato, i servizi che danno valore aggiunto e differenziazione alla propria proposta commerciale.

La modernizzazione delle applicazioni parte dalla scomposizione dell’architettura legacy (solitamente monolitica) in microservizi. L’architettura a microservizi permette di sviluppare applicazioni organizzate in servizi indipendenti di piccole dimensioni che comunicano tra loro tramite API (Application Programming Interface) ben definite. I microservizi vengono successivamente containerizzati in PaaS.

Alcune funzioni possono essere eseguite in ambienti serverless, perché sono basate su uno specifico evento. Il modello di esecuzione basato su eventi è quello che chiamiamo Function-as-a-Service, o FaaS, un servizio cloud che consente agli sviluppatori di creare, eseguire e gestire i pacchetti applicativi come funzioni, senza dover mantenere un’infrastruttura propria. L’esecuzione avviene in container stateless, come AWS Fargate, che sono alla base delle architetture serverless.

Nell’elaborazione serverless le risorse IT rimangono attive soltanto mentre dura l’evento, abbattendo i costi e i consumi energetici che si avrebbero con una disponibilità costante di risorse che però non si utilizzano del tutto. Se ci sono picchi l’allocazione aumenta scongiurando qualunque downtime; quando le risorse sono sovradimensionate vengono ridotte. I dati su questi andamenti possono essere analizzati per fornire alle aziende informazioni utili per prendere decisioni in tempo reale. Una sintesi di gestione energetica, sostenibilità e decision-making efficace e veloce che solo il modello a servizio del cloud rende possibile.

 


 

Spunti interessanti…

  • Strategia Cloud, 10 errori da evitare. La vision sul ruolo del cloud all’interno di un’organizzazione può essere minacciata da alcuni passi falsi che rischiano di rendere poco efficace la strategia cloud. Qui i dieci errori fondamentali individuati da Gartner.
  • Metaverso, qualcosa si muove. Telepass ha annunciato a luglio l’ingresso nell’universo digitale dei Non Fungible Token (NFT) attraverso il lancio di 1.000 opere digitali rare e uniche all’interno della blockchain Ethereum. Il lancio è avvenuto il 12 dicembre. Con questo progetto Telepass è entrata nel Web3 (Web Decentralizzato) e crea un ponte tra la vita reale e il multiverso digitale con la possibilità, per i possessori degli NFT Telepass, di usufruire di una serie di servizi e cashback sui servizi di mobilità pagati con le soluzioni Telepass. Qui il sito Telepass NFT con le opere digitali in vendita.
  • Tech transformation nel retail, la guida di McKinseyPer sviluppare un’efficace offerta realmente omnicanale, ottimizzare i processi delle supply chain e valorizzare i dati occorre puntare sui modelli cloud, la modernizzazione delle applicazioni legacy e la cultura del dato.

 

Podcast interessanti…

 

  • IoT, focus sui casi d’uso. Si chiama IoT Leaders ed è il podcast di Eseye che presenta casi d’uso reali per portare alla luce I successi e imparare dagli insuccessi nella trasformazione digitale. Ogni episodio ospita manager che guidano le strategie di digitalizzazione delle loro aziende e condividono la loro esperienza sulle implementazioni IoT (in inglese).Come si rende intelligente la rete elettrica? Questo il podcast del Politecnico di Milano sulle smart grid (in italiano).
  • Orchestrazione di container? Sviluppo NoCode? Ecco i podcast di AWS per entrare nel cuore dell’innovazione IT.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>