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Cosa ci aspetta nel 2021?

Tranquillo, non abbiamo intenzione di parlarti del futuro pandemico del Paese né tanto meno della suddivisione cromatica dell’Italia o della situazione vaccini. Ci piacerebbe piuttosto dare uno sguardo a quello che succederà dal un punto di vista della trasformazione digitale nei prossimi mesi. In pratica, quali sono i digital transformation trends del 2021?

L’automazione dell’integrazione dei dati. La quantità di dati che si stanno via via raccogliendo nei Data Lake e nei Data Warehouse sta raggiungendo livelli enormi. Gli investimenti nel mercato globale dei Data Lake dovrebbe raggiungere oltre 12 miliardi di dollari entro il 2024, secondo Advanced Market Analytics. Ebbene, la sfida oggi non è più tanto raccogliere i dati – attività che naturalmente diamo per scontata e alla base di un qualsiasi business –, bensì ottenere in tempi rapidi una visione dettagliata, chiara e completa degli stessi.

Per farlo è necessario integrare, interpolare e analizzare i dati che arrivano da più fonti per individuare nuove nicchie di mercato, favorire la fidelizzazione dei clienti, ottimizzare le strategie di up-selling e cross-selling, migliorare il customer care e i servizi.

C’è un però, la maggior parte del tempo dell’impegno lavorativo, circa il 75%, viene utilizzato per l’integrazione dei dati, ma con l’aiuto della Business Intelligence è possibile abbattere le tempistiche automatizzando il processo per concentrare il lavoro sull’analisi dei dati, valorizzandoli e traducendoli in azioni.

Se ti chiedessimo di dirci qual è oggi secondo te la fonte di dati più inaspettata ma incredibilmente utile? Se pensi che possa essere una dei tantissimi touch point da cui oggi si ricavano informazioni, come le app, i siti, i negozi fisici, i social network, le newsletter, le iniziative di adv su Google o su altri portali, la risposta è no. O meglio: non solo. Una fonte importantissima che spesso si tende a sottovalutare è l’analisi predittiva, che coinvolge non solo il processo di raccolta dei dati, all’interno di un Data Lake – un “tesoretto” che rimane in azienda, ma anche la modellazione, l’analisi e l’interpolazione dei dati stessi.

Con modelli predittivi e strumenti di Intelligenza Artificiale e Machine Learning, le aziende possono eseguire simulazioni basate su scenari e informazioni di vita reale, fornendo loro dati su circostanze che sarebbero difficili, costose o addirittura impossibili da testare in ambienti fisici.

Dall’IoT all’IoB. Quando, lo scorso marzo, i dipendenti di una fabbrica degli Stati Uniti, dopo la chiusura dovuta alla pandemia da Covid, sono tornati al lavoro, si sono ritrovati con sensori e dispositivi RFID in grado di controllare se si lavavano le mani regolarmente, con sistemi di computer vision che verificavano se veniva indossata correttamente la mascherina e con altoparlanti che avvisavano quando veniva violato il protocollo antivirus. E non è tutto.

I dati comportamentali raccolti dagli strumenti digitali messi in campo (sensori, telecamere, RFID) sono stati analizzati dai responsabili dell’azienda e utilizzati con l’obiettivo di agire sui comportamenti dei lavoratori e, laddove necessario, modificarli, guidandoli – in questo caso specifico – al rispetto delle misure anti-Covid.

Ebbene, questo modulo, che prevede l’utilizzo di dati digitali raccolti sul campo per modificare i comportamenti dell’individuo, è stato battezzato Internet of Behavior (IoB).

Con l’aumentare delle tecnologie digitali e con l’intensificarsi del loro utilizzo quotidiano, viene prodotta una mole di dati e di informazioni provenienti da molteplici fonti, che l’IoB potrà raccogliere, incrociare, elaborare e poi usare per “influenzare” i comportamenti.

Il dominio dei cloud. Nel 2020 i servizi cloud sono stati una manna dal cielo per impedire che l’economia e le nostre vite si fermassero. Nel 2021 non potrà che essere ancora così. Nell’ultimo anno, secondo IDC, la spesa per il cloud aziendale, sia pubblico che privato, è aumentata del 34,4% rispetto all’anno precedente, mentre la spesa IT non cloud è diminuita dell’8%. Nel 2021 le principali piattaforme di cloud pubblico, in particolare Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud Platform, consolideranno il loro predominio nel mercato del cloud e amplieranno il loro dominio in molti settori dell’economia globale.

Secondo le proiezioni di Deloitte, la spesa globale per il cloud crescerà sette volte più velocemente della spesa IT complessiva in questo periodo. IDC prevede che la spesa mondiale per servizi e infrastrutture di cloud pubblico quasi raddoppierà, raggiungendo circa 500 miliardi di dollari entro il 2023.

La pandemia di coronavirus ha innescato un’accelerazione nell’uso dell’Artificial Intelligence e dei dati. Praticamente dall’oggi al domani, aziende, governi e altre agenzie si sono trovati a dover lavorare insieme per creare una soluzione più rapida per fermare la diffusione del virus. Dati, AI e Machine Learning erano e sono gli strumenti più appropriati. E, visto l’andamento, il lavoro iniziato nel 2020 continuerà nel 2021.

La proliferazione dell’AI avrà un impatto sulle nostre vite, a partire da come facciamo acquisti, a cosa mangiamo, da come assumiamo qualcuno a cosa facciamo per intrattenimento. Sarà alimentato da quantità di dati che utilizzano potenti capacità di elaborazione. L’intelligenza artificiale necessiterà di monitoraggio per assicurarci che sia usata per scopi positivi e questo sarà uno sforzo congiunto di governo e industria, ma senza dubbio il suo utilizzo continua a crescere rapidamente, ancor di più ora che le risorse stanno diventando meno costose e più disponibile per le aziende di tutto il mondo.

 


Spunti di riflessione…

  • Lo sapevi che un team di ricercatori dell’università di Harvard sta sperimentando soluzioni che utilizzano il DNA come materiale di archiviazione per i dati digitali?
  • Conosci 2024, il podcast de Il Sole 24 Ore su come le tecnologie stanno cambiando il mondo?
  • ShopFully ha inserito nel proprio network 65mila sensori posizionati in migliaia di punti vendita.
  • Qui invece trovi le misure presentate dalla Commissione europea per aggiornare le regole sui mercati digitali.
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